Raccolta Pareri

Raccolta di pareri espressi da questo Dipartimento in materia di Enti locali.

 

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Parere
6 Luglio 2016
Territorio e autonomie locali

Per i comuni di fascia demografica inferiore ai 3.000 abitanti trovano applicazione le disposizioni contenute negli articoli 6, comma 3, e 46, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 e nella legge n. 215/12 che, recependo i principi sulle pari opportunità dettati dall’art. 51 della Costituzione, dall’art. 1 del decreto legislativo dell’11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità) e dall’art. 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, (con valore non meramente programmatico, ma precettivo) rendono effettiva la partecipazione di entrambi i sessi in condizioni di pari opportunità, alla vita istituzionale degli enti territoriali. Rimanendo ferma la necessità dell’adeguamento statutario da parte dell’Ente interessato, le predette disposizioni sulla parità di genere risultano, peraltro, immediatamente applicabili anche in carenza di una espressa previsione statutaria.

Parere
6 Luglio 2016
Territorio e autonomie locali

Ai sensi dell’art. 39 del dlgs 267/2000, il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio, “in un termine non superiore ai venti giorni”, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste. La norma sembra configurare un obbligo del Presidente del consiglio comunale di procedere alla convocazione dell'organo assembleare per la trattazione da parte del Consiglio delle questioni richieste, senza alcun riferimento alla necessaria adozione di determinazioni da parte del consiglio stesso. La dizione legislativa che parla di “questioni” e non di deliberazioni o di atti fondamentali, conforta nel ritenere che la trattazione di argomenti non rientranti nella previsione del citato comma 2, dell’art. 42, non debba necessariamente essere subordinata alla successiva adozione di provvedimenti da parte del consiglio comunale.Per le considerazioni suesposte, si ritiene che la richiesta di convocazione del consiglio ex art 39, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 finalizzata all’esame degli atti di sindacato ispettivo non configuri un utilizzo distorto della disposizione in parola, dettata dal legislatore a tutela delle minoranze consiliari.

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5 Luglio 2016
Territorio e autonomie locali

l’art. 38, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 demanda al regolamento comunale, “..nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto”, la determinazione del “numero dei consiglieri necessario per la validità delle sedute”, con il limite che detto numero non può, in ogni caso, scendere sotto la soglia del “terzo dei consiglieri assegnati per legge all’ente, senza computare a tale fine il sindaco e il presidente della provincia”. La norma regolamentare che disciplina le sedute deliberanti, legittimamente abbia individuato una soglia minima di presenza che mantenendosi al di sopra di un terzo previsto dalla legge ha escluso, comunque dal computo il sindaco. Del resto la facoltà di esclusione del sindaco dal computo sarebbe divenuta un obbligo qualora si fosse optato per il numero minimo di un terzo.

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5 Luglio 2016
Territorio e autonomie locali

Legge n. 56/2014. Comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti. Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico. Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 406/2016, ha osservato che l’effettiva impossibilità di assicurare nella composizione della giunta comunale la presenza dei due generi nella misura stabilita dalla legge deve essere “adeguatamente provata”.

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5 Luglio 2016
Territorio e autonomie locali

Potere sostitutivo di cui all’art. 39, comma 5, e sedute di seconda convocazione. La formulazione letterale dell’art. 39, comma 2, del citato T.U.O.E.L. lascia desumere che, nell’arco temporale di venti giorni, decorrenti dalla presentazione della richiesta, debbano svolgersi tanto la convocazione che la materiale seduta consiliare finalizzata alla discussione degli argomenti proposti dal quinto dei consiglieri.

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5 Luglio 2016
Territorio e autonomie locali

Gruppi consiliari. Il cambio di denominazione di un gruppo consiliare, in assenza di una specifica disposizione statutaria o regolamentare, appare rientrare nelle scelte proprie delle formazioni politiche presenti nel consiglio che sono in genere da ritenersi ammissibili.

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17 Giugno 2016
Territorio e autonomie locali

Seduta di “seconda convocazione”.

Qualora il regolamento non rechi una disciplina specifica circa i tempi di consegna degli avvisi di seconda convocazione, nel senso che non emerge l’obbligatorietà della contestualità dell’avviso di convocazione sia in prima che in seconda seduta, si ritiene che la soluzione possa essere tratta dal contenuto della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo – L’Aquila n. 998/2003, con la quale è stato osservato che pur in presenza di una irregolarità formale (il regolamento, nel caso specifico, disponeva che l’avviso doveva prevedere entrambe le date) non si sarebbe potuta inficiare la deliberazione adottata, poiché la seduta contestata, proprio per la sua natura di “seconda convocazione”, si configura come “eventuale”, la cui necessità si concretizza solo successivamente, per cui la previsione della stessa nonché la data in cui deve essere tenuta, possono essere stabiliti successivamente.

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12 Maggio 2016
Territorio e autonomie locali

referendum comunali.
Si ritiene che, conformemente al parere del Consiglio di Stato, Sez. I, 8 luglio 1998, n. 464, il regolamento in materia di referendum si prospetta in funzione complementare ed integrativa rispetto alle previsioni statutarie, tanto da rendere inapplicabile il suddetto istituto in mancanza dello stesso. Il predetto orientamento è stato successivamente confermato dallo stesso Consiglio di Stato - sez. IV - con la sentenza n. 3769/2008.

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11 Maggio 2016
Territorio e autonomie locali

E’ illegittima la norma regolamentare che impone al consigliere comunale di motivare la propria richiesta di accesso agli atti. Gli Uffici comunali e il sindaco non hanno il potere di sindacare il nesso intercorrente tra l’oggetto delle richieste di informazioni avanzate da un consigliere comunale e le modalità di esercizio del munus da questi espletato.

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7 Marzo 2016
Territorio e autonomie locali

Mancata nomina vicesindaco. l’art. 46 del decreto legislativo n. 267/000, al comma 2 prevede che il sindaco nomina i componenti della Giunta, tra cui un vicesindaco e ne dà comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva all’elezione, mentre il successivo art. 53 stabilisce che il sindaco sia sostituito, nei casi ivi indicati (tra cui l’ assenza o l’impedimento temporaneo) dal solo vicesindaco.
Sebbene l’ordinamento non contenga riferimenti espressi ad un termine entro il quale l’organo di vertice deve procedere alla sostituzione del vicesindaco dimissionario, deve tuttavia reputarsi insita nel sistema la necessità che l’adempimento sia effettuato tempestivamente, trattandosi di una figura necessaria, che assicura l’esercizio delle funzioni del sindaco nei casi in cui quest’ultimo venga meno, ricorrendo taluna delle ipotesi previste dal citato art. 53, commi 1 e 2.

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7 Marzo 2016
Territorio e autonomie locali

Il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, all’art. 16, comma 4, prevede espressamente che l'incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria è stabilita con deliberazione del consiglio comunale in base alle tabelle parametriche che la regione definisce per classi di comuni in relazione ad una serie di parametri ivi indicati. La competenza all’aggiornamento degli oneri di urbanizzazione dovrebbe, comunque, essere ricondotta al consiglio anche per coerenza sistematica alle varie disposizioni contenute nell’articolo 16 del d.P.R. n. 380/2001 che al comma 4 ed al comma 5 affidano al consiglio comunale il compito di determinarne l’incidenza.

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7 Marzo 2016
Territorio e autonomie locali

Quote di genere nella composizione della giunta. L’annullamento straordinario ex articolo 138 del decreto legislativo n. 267/000 trova la sua ragione d’essere nell’obbligo di assicurare il mantenimento dell’omogeneità di indirizzo politico e amministrativo nel quadro di unità e indivisibilità della Repubblica, di cui all’articolo 5 della Costituzione. Non appaiono sussistere i citati presupposti per l’applicazione dell’istituto in parola con riferimento alla mancata attuazione della vigente normativa in materia di parità di genere nella composizione della Giunta.

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7 Marzo 2016
Territorio e autonomie locali

Elezione Presidente del consiglio comunale. La disciplina del numero legale per la validità delle adunanze (c.d. “quorum strutturale”) e delle votazioni (c.d. “quorum funzionale o deliberativo”) è stata delegificata. Come noto, ai sensi dell’art. 38 , comma 2, del decreto legislativo n. 267/00, “ il funzionamento dei consigli, nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto, è disciplinato dal regolamento …”. Le fonti di autonomia locale, con riferimento al ballottaggio, dovrebbero essere interpretate in coerenza con la ratio che, normalmente, ispira il sistema di ballottaggio; vale a dire considerando eletto quello tra i candidati che abbia ottenuto il più alto numero dei votanti a prescindere dal numero dei votanti.

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7 Marzo 2016
Territorio e autonomie locali

Gruppo misto monopersonale. Qualora il regolamento del consiglio comunale condizioni la possibilità di costituire il gruppo misto alla circostanza che lo stesso sia composto da almeno due consiglieri, va ricordato che, come osservato dal Consiglio di Stato con sentenza n. 3357 del 2010, una volta adottato il regolamento recante le norme sul funzionamento del consiglio comunale, queste ultime non possono essere disapplicate se non previo ritiro. Poiché la materia dei “gruppi consiliari” è interamente demandata alla competenza delle fonti di autonomia locale, in tale ambito potrà essere valutata l’opportunità di adottare apposite modifiche alla normativa in questione.

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7 Marzo 2016
Territorio e autonomie locali

Ostensibilità, da parte dell’amministrazione comunale, di documenti concernenti il rilascio di titoli abilitativi, studi di fattibilità, documenti del SUAP e dell’ufficio Edilizia Privata-Urbanistica richiesti dai consiglieri comunali ai sensi dell’art. 43, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00. L’istanza di accesso ai documenti rientranti nell’elenco succitato non può essere riscontrata negativamente in ragione delle eventuali pretese risarcitorie dei soggetti privati coinvolti, eventualmente danneggiati dalla diffusione delle notizie in possesso della amministrazione.

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19 Febbraio 2016
Territorio e autonomie locali

La disposizione regolamentare che assegna al sindaco-presidente del consiglio la facoltà di negare il diritto di parola ad un consigliere, qualora sullo stesso argomento si sia pronunciato il proprio capogruppo, non è legittima perché l’articolo 43 del decreto legislativo n. 267/00, riconoscendo il diritto di iniziativa dei consiglieri su ogni questione sottoposta alla deliberazione del consiglio, non limita la facoltà in parola alla sola presentazione delle proposte, ma intende, invece, garantire ad ogni singolo eletto il diritto di esprimere la propria personale posizione nell’ambito del consiglio, diritto non surrogabile da manifestazioni di volontà collettive imposte dal regolamento.

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18 Gennaio 2016
Territorio e autonomie locali

Nei comuni sono operanti commissioni obbligatorie (previste per legge come, ad esempio, la commissione elettorale comunale) e commissioni facoltative (come le cd. commissioni consiliari permanenti ex art. 38 del T.U.O.E.L. n. 267/00); in entrambi i casi, la rispettiva composizione ed il funzionamento si riconducono generalmente alla fonte normativa che le istituisce e, quindi, alle disposizioni di legge o di regolamento, ovvero agli statuti locali. Laddove si procede alla costituzione di organi collegiali con modalità ponderali, in assenza di disposizioni che stabiliscano maggioranze speciali o qualificate, il quorum funzionale deve essere generalmente individuato nella maggioranza (metà più uno) dei voti possibili.

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18 Gennaio 2016
Territorio e autonomie locali

Stemma comunale.
Lo stemma costituisce il segno distintivo del comune, l’elemento grafico rappresentativo della identità dell’ente e, pertanto, lo stesso è di proprietà del Comune.
Pur in assenza di specifica regolamentazione, l’uso dello stemma è consentito nei riguardi dei consiglieri, sia come singoli che come gruppi. Si ritiene che nell’utilizzo sia della carta intestata e sia di altro materiale non possa essere riportata la semplice denominazione del Comune, bensì, insieme allo stemma occorre indicare in maniera specifica “il gruppo consiliare” al fine di evitare possibili equivoci che riconducano erroneamente all’Ente nel suo complesso la paternità dell’iniziativa.

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8 Gennaio 2016
Territorio e autonomie locali

L’errata comunicazione di “seduta chiusa al pubblico” effettuata all’albo pretorio on line, a fronte della corretta comunicazione di “seduta aperta al pubblico”, come riportata nell’avviso di convocazione consegnato ai consiglieri ed agli altri Organi non inficia i lavori del Consiglio. L’eventuale errata convocazione del consiglio comunale può essere riconosciuta come tale quando possa avere una effettiva efficacia preclusiva della piena capacità del Consigliere di esprimere il voto in seno al collegio di appartenenza. Chiunque abbia interesse può sempre accedere al verbale delle adunanze che, di norma, riporta il testo integrale delle dichiarazioni di voto, della parte dispositiva e della deliberazione.

Parere
8 Gennaio 2016
Territorio e autonomie locali

In seguito all’adesione di un nuovo comune a un’unione di comuni, costituita precedentemente alla riforma dettata dalla L. 56/2014, spetta solo al consiglio dell’unione medesima, e non anche ai consigli dei comuni ad essa associati, deliberare l’opportuna modifica del proprio statuto, ai sensi dell’art.32, comma quarto TUEL, introdotto dalla suddetta L. 56/2014.