DIMISSIONI PRESIDENTE PROVINCIA ELETTO CONSIGLIERE REGIONE PIEMONTE

Territorio e autonomie locali
10 Luglio 2014
Categoria 
11.01.03 Dimissioni del Sindaco o del Presidente della Provincia
Sintesi/Massima 

QUINQUENNIO DI CONSILIATURA TERMINATO IL 10 GIUGNO 2014. SUCCESSIVE DIMISSIONI PRESIDENTE PROVINCIA.
PER IL PROSEGUO DELL'ATTIVITA' AMM.VA ANCHE SE LòIMITATA ALLE FUNZIONI DI CUI ART. 1 C. 82 LEGGE 56/2014 SI RITIENE NECESSARIO NOMINA DI UN COMMISSARIO.

Testo 

Roma, 10.07.2014

Oggetto: Provincia di ....... – Elezione del Presidente a Consigliere regionale. Dimissioni

Si fa riferimento alla nota n. 28604 in data 13 giugno u.s., relativa alla situazione in cui versa la provincia a seguito delle dimissioni del Presidente dell'ente, peraltro eletto consigliere della regione ....... in occasione delle recenti consultazioni amministrative del 25 maggio 2014.
Al riguardo si rappresenta quanto segue.
Il consiglio provinciale di Cuneo è stato rinnovato il 6 e 7 giugno 2009, con la contestuale elezione del presidente, nella persona della signora Gianna Gancia, proclamata eletta il 10 giugno 2009.
Il quinquennio della consiliatura, per il cui computo sono state applicate le disposizioni di cui all'art. 155 c.p.c., pertanto, è terminato il 10 giugno 2014.
Le dimissioni dalla carica di presidente comportano, ai sensi dell'art. 53 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUOEL), la decadenza della giunta e lo scioglimento dell'organo consiliare. Secondo quanto previsto dall'art. 141 dello stesso TUOEL, la misura dissolutoria è adottata con decreto presidenziale, con il quale viene contestualmente nominato un commissario, che assomma i poteri di presidente, consiglio e giunta.
Relativamente all'istituto provinciale, occorre tener conto della disciplina dettata dall'art. 1, comma 82, della legge 7 aprile 2014, n. 56 che, in deroga alle disposizioni di cui all'art. 1, comma 325, della legge di stabilità 2014, si applica alle province i cui organi elettivi devono essere rinnovati nel corrente anno, per garantire la transizione dell'istituto al nuovo regime dettato per la rappresentanza locale. In particolare, il comma 82 citato prevede la permanenza in carica del presidente della provincia che, affiancato dalla giunta, assume le funzioni consiliari, per assicurare, a titolo gratuito, l'ordinaria amministrazione, comunque nei limiti indicati dallo stesso comma.
La situazione che si è determinata in provincia di .... con le dimissioni del presidente non rientra del tutto nella fattispecie astratta delineata dal legislatore con la normativa sopra richiamata, atteso che la procedura dismissoria è stata avviata in data successiva alla cessazione, per scadenza naturale, del mandato degli organi elettivi. Il consiglio provinciale, pertanto, non può essere sciolto, pur sopravvivendo le funzioni consiliari in capo al presidente della provincia, ai sensi del comma 82 citato.
In ogni caso, essendo prevista la prosecuzione dell'attività amministrativa provinciale, anche se limitata alle funzioni indicate dal richiamato art. 1, comma 82, è necessario legittimare una figura commissariale per consentire il funzionamento dell'ente, riconducendo la fattispecie al dettato dello stesso comma 82.
In tal senso, si ritiene applicabile al caso di specie l'art. 19 del R.D. n. 383 del 3 marzo 1934, che prevede l'invio da parte del Prefetto di un commissario per reggere l'ente fino alla elezione dei nuovi organi, al quale potrebbero essere conferiti i poteri del presidente e del consiglio provinciale, lasciando in carica la giunta, come previsto dal richiamato comma 82.
Tanto si rappresenta, significando che, al fine di garantire la continuità amministrativa, le funzioni commissariali potranno essere affidate, ai sensi del richiamato art. 19, al vicepresidente della provincia, ovvero, in caso di indisponibilità dell'amministratore, all'assessore più anziano d'età o ad altro componente della giunta.