Surroga consiglieri comunali. Poteri sostitutivi.

Territorio e autonomie locali
12 Marzo 2018
Categoria 
05.02.05 Consiglieri: prerogative e compiti
Sintesi/Massima 

La deliberazione di surroga, secondo un costante orientamento giurisprudenziale, non può essere considerata atto saltuario, eventuale, ma necessario e dovuto. L’obbligatorietà dell’atto e la sua natura vincolata (quanto alla determinazione del contenuto) lo sottrae a qualsiasi relazione con la discrezionalità amministrativa e con l’indirizzo politico della maggioranza espressa dall’assemblea consiliare (vedi T.A.R. Abruzzo, 30 luglio 2005, n. 667). Conseguentemente, l’ipotesi di votazione contraria alla deliberazione di surroga da parte dell’organo consiliare potrebbe verificarsi unicamente in presenza di una causa di ineleggibilità o di incompatibilità, da contestare al surrogante con le modalità previste dalla legge.

 

Testo 

E’ stato richiesto un parere  in ordine alla mancata surroga dei  consiglieri dimissionari.
            In particolare, è stato rappresentato che il consiglio del Comune in oggetto  non è riuscito a ricostituire il  proprio plenum  surrogando i quattro componenti dimissionari a causa dell’atteggiamento ostruzionistico di alcuni consiglieri che, nonostante non fosse stata contestata nessuna causa di ineleggibilità o  di incandidabilità in capo ai  subentranti, non hanno consentito l’adozione delle relative deliberazioni.
             Al riguardo si osserva, in linea generale, che la deliberazione di surroga, secondo un costante orientamento giurisprudenziale, non può essere considerata atto saltuario, eventuale, ma necessario e dovuto. L’obbligatorietà dell’atto e la sua natura vincolata (quanto alla determinazione del contenuto) lo sottrae a qualsiasi relazione con la discrezionalità amministrativa e con l’indirizzo politico della maggioranza espressa dall’assemblea consiliare (vedi T.A.R. Abruzzo, 30 luglio 2005, n. 667).
 Conseguentemente, l’ipotesi di votazione contraria alla deliberazione di surroga da parte dell’organo consiliare potrebbe verificarsi unicamente in presenza di una causa di ineleggibilità o di incompatibilità, da contestare al surrogante con le modalità previste dalla legge.
Per quanto concerne l’attivazione dei poteri sostitutivi previsti dall’art. 136 del decreto legislativo n. 267/00, si rappresenta che la mancata surroga integra l’omissione di un atto obbligatorio per legge ed, in quanto tale, rientrerebbe nella fattispecie disciplinata dal citato art.136. Va peraltro rilevato che, nonostante i dubbi sulla compatibilità di tale norma con il nuovo quadro costituzionale sollevati a seguito di alcuni  pronunciamenti della Corte Costituzionale (cfr. la sentenza n. 167 del 18 aprile 2005), il difensore civico regionale, in talune realtà, si è  avvalso del potere sostitutivo ivi previsto proprio per procedere ad una surroga a mezzo di apposito commissario ad acta; tale provvedimento sostitutivo è stato ritenuto legittimo dal giudice amministrativo (cfr. T.A.R. Abruzzo, 30 luglio 2005, n. 667),  il quale ha precisato che la Corte Costituzionale, “nel dichiarare la incostituzionalità di alcune discipline regionali del potere sostitutivo... non ha mai nulla osservato, direttamente o indirettamente, sulla vigenza del menzionato art.136 del T.U.E.L., affermando, anzi, in più di una occasione che la previsione del potere sostitutivo straordinario previsto in capo al Governo dall’art.120 della Cost. non esaurisce tutte le possibili ipotesi di esercizio di poteri sostitutivi, disciplinati dallo Stato o dalle Regioni, secondo le rispettive competenze”.
Per completezza, si soggiunge che il Consiglio di Stato, pronunciatosi su altra questione, ha, con sentenza n.  5706/2006, considerato legittimo l’intervento sostitutivo del difensore civico regionale in caso di mancata adozione di “atti obbligatori per legge”.
Nel caso in esame, la   Regione  ha previsto, all’art. 90 del proprio statuto, l’istituto dell’Ufficio del Difensore Civico.
Ciò premesso, pertanto, appare percorribile  l’attivabilità, da parte dell’organo regionale, del potere sostitutivo di cui all’art. 136, al fine di provvedere alla surroga in luogo del consiglio comunale inadempiente.