Raccolta Pareri

Raccolta di pareri espressi dal Ministero in materia di Enti locali.

 

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Parere
25 Gennaio 2017
Territorio e autonomie locali

Composizione commissioni speciali. L’articolo 38, comma 6, del decreto legislativo n. 267/00 prevede la possibilità per il consiglio di avvalersi di commissioni costituite nel proprio seno con criterio proporzionale. Tale disposizione ne demanda la previsione allo statuto e rinvia al regolamento i poteri e la disciplina dell’organizzazione e le forme di pubblicità dei lavori. Il successivo articolo 44, comma 2, dà, altresì, facoltà al consiglio comunale di “istituire al proprio interno commissioni di indagine sull’attività dell’amministrazione” precisando che “i poteri, la composizione ed il funzionamento delle suddette commissioni sono disciplinati dallo statuto e dal regolamento consiliare”. Le Commissioni, dunque, costituiscono forme di articolazione interna del consiglio e sono disciplinate dalle fonti di autonomia dell’ente locale entro il perimetro delineato dalla legge statale. Una norma regolamentare che contempli la possibilità di nominare, quali componenti delle commissioni speciali, soggetti privi dello status di consigliere comunale non appare coerente con la disciplina dettata dal legislatore circa la indefettibilità dello status di consigliere comunale in capo ai componenti delle commissioni consiliari.

Parere
3 Gennaio 2017
Territorio e autonomie locali

Art. 43 del decreto legislativo n. 267/00. Diritto di informazione ed accesso agli atti e documenti da parte dei consiglieri. Considerato che la gestione dei servizi tramite l’informatizzazione costituisce ormai la regola nell’attività della pubblica amministrazione, potrebbe consentirsi al consigliere comunale l’accesso ai vari applicativi, in semplice visualizzazione, in modalità che non incidano nelle procedure in corso, con la possibilità di estrarre autonomamente copia degli atti di interesse acquisibili anche dal registro di protocollo informatico sempre con modalità tali che non provochino intralci nella ordinaria trattazione delle pratiche da parte degli uffici.

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3 Gennaio 2017
Territorio e autonomie locali

Referendum. Gli istituti di partecipazione e gli organismi consultivi del cittadino trovano una loro concretizzazione nel T.U.O.E.L. 267/2000 ed essi, indipendentemente dalla dimensione demografica dell’ente, fanno parte del contenuto necessario e non meramente facoltativo dello statuto; nondimeno, il comma 3 dell’art. 8 riconosce solo la mera “possibilità” per lo statuto di prevedere “referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini”, mentre il comma 4 li limita a “materie di esclusiva competenza locale”.
L’ordinamento, come detto, non contempla l’obbligatorietà del referendum comunale, è in facoltà del consiglio comunale la possibile soppressione dell’istituto o la sua revisione con la previsione di solo una o più tra le fattispecie “propositive”, “consultive” o “abrogative”, anche con le eventuali limitazioni ritenute opportune.

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16 Novembre 2016
Territorio e autonomie locali

Richiesta di convocazione del Consiglio ex art. 39, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 per esame atti di sindacato ispettivo. Qualora l’intenzione dei proponenti non sia diretta a provocare una delibera in merito del Consiglio comunale, bensì a porre in essere un atto di sindacato ispettivo, si potrebbe ipotizzare, ai sensi dell’art. 42, comma 1, del decreto legislativo n. 267/00, che rientri nella competenza del Consiglio comunale in qualità di “ … organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo ” anche la trattazione di “questioni” che, pur non rientrando nell’elencazione del comma 2 del medesimo art. 42, attengono comunque al suddetto ambito di controllo. Del resto, la dizione legislativa che parla di “questioni” e non di deliberazioni o di atti fondamentali, conforta nel ritenere che la trattazione di argomenti non rientranti nella previsione del citato comma 2, dell’art. 42, non debba necessariamente essere subordinata alla successiva adozione di provvedimenti da parte del consiglio comunale.

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11 Novembre 2016
Territorio e autonomie locali

Parità di genere nelle giunte. Il comma 137, della legge n. 56/14 dispone che “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”.
Al riguardo, si fa osserva che il Consiglio di Stato, sez. V, n. 4626 del 5/10/2015, ha precisato che tutti gli atti adottati nella vigenza dell’art. 1, comma 137, citato trovano in esso “un ineludibile parametro di legittimità” e, pertanto, un’interpretazione che riferisse l’applicazione della norma alle sole nomine assessorili effettuate all’indomani delle elezioni e non anche a quelle adottate in corso di consiliatura consentirebbe un facile aggiramento della suddetta normativa. Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 406/2016, ha osservato, altresì, che l’effettiva impossibilità di assicurare nella composizione della giunta comunale la presenza dei due generi nella misura stabilita dalla legge deve essere “adeguatamente provata”.

Parere
11 Novembre 2016
Territorio e autonomie locali

E’ stato chiesto se sia legittimo il conferimento al presidente del consiglio comunale di una delega temporanea, non operativa e tecnica da esercitare nell’ambito di un progetto di implementazione del sistema informativo comunale integrato. La funzione in oggetto non pare delegabile dal sindaco in quanto non sembra rientrare tra le competenze sindacali così come definite dal vigente ordinamento. Appare congruente l'imputazione della competenza in materia di gestione operativa del sistema informatico, all'apparato burocratico amministrativo, piuttosto che al sindaco.

Parere
10 Novembre 2016
Territorio e autonomie locali

Referendum comunali. Un rinvio allo statuto è previsto dal comma 3, dell’art. 8 del citato decreto legislativo n. 267/00 in merito alla previsione di forme di consultazione della popolazione, nonché alle procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi con la determinazione delle garanzie per il loro tempestivo esame.
La norma dispone che “possono” essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini, che (comma 4) devono comunque riguardare materie di esclusiva competenza locale.
Fermo restando l’obbligo di previsione degli istituti di partecipazione, il referendum, si configura, dunque, quale elemento meramente eventuale e facoltativo dello statuto comunale che, una volta previsto, deve essere compiutamente disciplinato dal regolamento.

Parere
10 Novembre 2016
Territorio e autonomie locali

Giunta comunale. Non appare coerente con le prescrizioni recate dal dlgs 267/2000 la norma statutaria ai sensi della quale il sindaco può nominare assessori cittadini non facenti parte del consiglio comunale … che non siano stati candidati alle ultime elezioni comunali.
Al riguardo, si richiama l'art. 47 del citato dlgs il quale, al comma 3, stabilisce che nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, gli assessori sono nominati dal sindaco, anche al di fuori dei componenti del consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilita', eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere, senza prescrivere ulteriori requisiti o condizioni. Si osserva che la prescrizione contenuta nello statuto che impedisce ai candidati non eletti di assumere l’incarico di assessore all’interno della Giunta, oltre a non rientrare in alcuno dei contenuti segnalati, si pone in contrasto con l'art. 117, comma 2, lett. p) della Costituzione che riserva alla potestà legislativa esclusiva dello Stato la materia “organi di governo” dei comuni, incidendo, invero, sui diritti delle persone.

Parere
26 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

Quorum strutturale validità consiglio comunale. Si ritiene di non doversi discostare dall’orientamento già espresso in molteplici occasioni, secondo il quale, nelle ipotesi in cui l'ordinamento non ha inteso computare il sindaco, o il presidente della provincia, nel quorum richiesto per la validità di una seduta, lo ha indicato espressamente usando la formula “senza computare a tal fine il sindaco ed il presidente della provincia". Tale espressione è contenuta, in particolare, nell’art. art. 38, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 ed è valida solo per la invalicabilità della soglia di un terzo.
Pertanto, mancando nel regolamento comunale l’esclusione esplicita del sindaco, si ritiene che lo stesso debba essere incluso nel computo.

Parere
26 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

Richiesta di convocazione del consiglio ex art 39, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00. Qualora l’intenzione dei proponenti non sia diretta a provocare una delibera in merito del Consiglio comunale, bensì a porre in essere un atto di sindacato ispettivo, si potrebbe ipotizzare, ai sensi dell’art. 42, comma 1, del decreto legislativo n. 267/00, che rientri nella competenza del Consiglio comunale in qualità di “ … organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo” anche la trattazione di “questioni” che, pur non rientrando nell’elencazione del comma 2, del medesimo art. 42, attengano comunque al suddetto ambito di controllo. Del resto, la dizione normativa che parla di “questioni” e non di deliberazioni o di atti fondamentali, conforta nel ritenere che la trattazione di argomenti non rientranti nella previsione del citato comma 2, dell’art. 42, non debba necessariamente essere subordinata alla successiva adozione di provvedimenti da parte del consiglio comunale. Nel caso specifico, peraltro, appare dubbia l’esclusione dei consiglieri dall’ambito di intervento relativo alla variante urbanistica. Infatti, ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. b), del decreto legislativo n. 267/00 rientrano tra le competenze del consiglio, tra l’altro “i piani territoriali ed urbanistici” (cfr. C.d.S. n. 3116/2014 del 19/06/2014).

Parere
26 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

Diritto di accesso. Richiesta credenziali di accesso ai sistemi informatici gestionali. Appare utile richiamare il parere del 22 febbraio 2011 con il quale la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi ha osservato che, ai sensi della vigente normativa (d.P.R. 20 ottobre 1998, n. 428, d.P.C.M. 31 ottobre 2000, d.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, d.P.C.M.14 ottobre 2003) ogni Comune deve provvedere a realizzare il protocollo informatico, a cui possono liberamente accedere i consiglieri comunali, i quali, pertanto, - tramite tale protocollo - possono prendere visione in via informatica di tutte le determinazioni e le delibere adottate dall'ente; ciò in ottemperanza al principio generale di economicità dell'azione amministrativa, che riduce allo stretto necessario la redazione in forma cartacea dei documenti amministrativi.

Parere
26 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

Diritto di accesso dei consiglieri al protocollo dell’ente. La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, esprimendosi sull’esercizio del diritto in parola (cfr. parere 29 novembre 2009), sulla base del principio di economicità che incombe sia sugli uffici tenuti a provvedere, sia sui soggetti che chiedono prestazioni amministrative ha riconosciuto “la possibilità per il consigliere di avere accesso diretto al sistema informatico interno, anche contabile, dell’ente attraverso l’uso della password di servizio … proprio al fine di evitare che le continue richieste di accesso si trasformino in un aggravio dell’ordinaria attività amministrativa dell’ente locale”.

Diritto di accesso dei consiglieri al protocollo dell’ente. La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, esprimendosi sull’esercizio del diritto in parola (cfr. parere 29 novembre 2009), sulla base del principio di economicità che incombe sia sugli uffici tenuti a provvedere, sia sui soggetti che chiedono prestazioni amministrative ha riconosciuto “la possibilità per il consigliere di avere accesso diretto al sistema informatico interno, anche contabile, dell’ente attraverso l’uso della password di servizio … proprio al fine di evitare che le continue richieste di accesso si trasformino in un aggravio dell’ordinaria attività amministrativa dell’ente locale”.

Parere
26 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

parità di genere nelle giunte comunali. Il comma 137, dell’art. 1 della legge n. 56/2014 dispone che “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”. il Consiglio di Stato, con sentenza n. 406/2016, ha osservato che l’effettiva impossibilità di assicurare nella composizione della giunta comunale la presenza dei due generi nella misura stabilita dalla legge deve essere “adeguatamente provata”.

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26 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

Diritto di accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali – Art. 43 del d. lgs. n. 267/2000. Richiesta di presa visione e copia delle relazioni degli assistenti sociali e dei decreti del Tribunale per i minorenni relativi a tutti i collocamenti di minori in strutture educative residenziali effettuati nell’anno. Secondo quanto osservato dal Consiglio di Stato, Sez. V, 5 settembre 2014, n. 4525, deve sussistere un collegamento tra gli atti richiesti e l'attività consiliare per potere esprimere un voto consapevole sulle questioni di competenza del Consiglio. Si ritiene che l'Amministrazione possa procedere al rilascio della documentazione richiesta, escludendo i dati personali di dettaglio relativi ai singoli, la cui conoscenza sia ininfluente ai fini precostituiti dal richiedente.

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26 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

Procedura approvazione modifiche allo statuto comunale. Computo sindaco. l'iter deliberativo di approvazione dello statuto e delle sue modifiche comporta che in sede di prima votazione la delibera sia approvata con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati ivi compreso il sindaco, che è componente del consiglio comunale ai sensi dell'art. 37 del citato testo unico. Si osserva, infatti, che nelle ipotesi in cui l'ordinamento non ha inteso computare il sindaco, o il presidente della provincia, nel quorum richiesto per la validità di una seduta, lo ha indicato espressamente usando la formula “senza computare a tal fine il sindaco ed il presidente della provincia ".

Parere
26 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

Commissioni consiliari permanenti. Membri esterni al consiglio. La composizione delle commissioni deve rispecchiare con criterio proporzionale le forze politiche presenti in consiglio, con esclusione di componenti non facenti parte del consiglio stesso.

Parere
26 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

Parità di genere nelle giunte ex art. 1, comma 137, legge 56/2014. Il Consiglio di Stato, sez. V, n. 4626, del 5/10/2015, ha precisato che tutti gli atti adottati nella vigenza dell’art. 1, comma 137, citato trovano in esso “un ineludibile parametro di legittimità” e, pertanto, un’interpretazione che riferisse l’applicazione della norma alle sole nomine assessorili effettuate all’indomani delle elezioni e non anche a quelle adottate in corso di consiliatura consentirebbe un facile aggiramento della suddetta normativa.
Obbligo di astensione. Va escluso che, per il fatto di essersi avvalso della facolta’ di delega ad un assessore nella materia urbanistica, edilizia e lavori pubblici, il sindaco possa ritenersi esonerato dall’osservanza dell’obbligo di astensione dall’esercitare, nel territorio da lui amministrato, attività professionale di architetto in materia di edilizia privata e pubblica (cfr. Corte di Cassazione, Sezione II Civile, sentenza 19 luglio 2016, n. 14764).

Parere
17 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

In caso di contrasto tra una norma statutaria ed una norma regolamentare concernenti l’individuazione della figura del vice presidente del Consiglio comunale, seguendo la gerarchia delle fonti, la disposizione statutaria dovrebbe essere prevalente sulla norma regolamentare. (cfr. sentenza T.A.R. Lombardia, Brescia, n. 2625 del 28 dicembre 2009 e T.A.R. Lazio, n. 497 del 2011). Il Consiglio di Stato, nel parere n. 94/96, ha osservato che il vice sindaco può sostituire il sindaco nelle funzioni di presidente del consiglio comunale soltanto nel caso in cui il vicario rivesta la carica di consigliere comunale.

Parere
7 Ottobre 2016
Territorio e autonomie locali

Il decreto legislativo n. 267/00 non prevede espressamente la possibilità di revoca del presidente del consiglio e, in carenza di una specifica previsione statutaria, la giurisprudenza tende ad affermarne costantemente l’illegittimità (v., tra l’altro, TAR Piemonte Sez. I, 4.9.2009, n. 2248). Il T.A.R. Campania – Napoli - sez. I, con decisione 3/5/2012 n. 2013, ha ribadito che il ruolo del presidente del consiglio comunale è strumentale non già all’attuazione di un indirizzo politico di maggioranza, bensì al corretto funzionamento dell’organo stesso e, come tale, non solo è neutrale, ma non può restare soggetto al mutevole atteggiamento fiduciario della maggioranza, ha precisato che la revoca di detta carica non può essere attivata per motivazioni politiche, ma solo istituzionali, quali la ripetuta e ingiustificata omissione della convocazione del Consiglio o le ripetute violazioni dello statuto o dei regolamenti comunali (v. anche, Cons. Stato, sez. V, 18.1.2006, n. 114).

Parere
15 Settembre 2016
Territorio e autonomie locali

Richiesta di parere riferita alla possibilità di dotare i consiglieri comunali di una fascia da indossare in occasione di cerimonie ed eventi civili e religiosi, quale titolo del ruolo politico e amministrativo ricoperto. La finalità della previsione di un distintivo è quella di rendere immediatamente individuabili i titolari di determinate cariche pubbliche attraverso la prescrizione di una medesima tipologia formale per ciascuna categoria di ente. In assenza di specifiche previsioni normative, non può essere contemplata l’istituzione di un distintivo anche per i consiglieri comunali.