Raccolta Pareri

Raccolta di pareri espressi dal Ministero in materia di Enti locali.

 

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Parere
18 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

I consiglieri, ai sensi dell’art. 43 del decreto legislativo n. 267/00, hanno diritto di ottenere dagli uffici comunali non solo il libero e incondizionato accesso ai documenti amministrativi comunali ma anche tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato.
Di conseguenza, salvo espressa eccezione di legge, ai consiglieri comunali non può essere opposto alcun divieto, determinandosi altrimenti un illegittimo ostacolo alla loro funzione

Parere
18 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Sostituzione sindaco sospeso ai sensi del decreto legislativo n. 235/12. Computo vice sindaco, anch’egli consigliere comunale, ai fini del quorum per la validità delle sedute del consiglio.
Per quanto concerne la questione del computo del sindaco ai fini del calcolo del quorum strutturale, si ritiene di non doversi discostare dall’orientamento già espresso in molteplici occasioni, secondo il quale, nelle ipotesi in cui l'ordinamento non ha inteso computare il sindaco, o il presidente della provincia, nel quorum richiesto per la validità di una seduta, lo ha indicato espressamente usando la formula “senza computare a tal fine il sindaco”.

Parere
18 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Diritto di accesso dei consiglieri. La Commissione ha specificato che “in conformità al consolidato orientamento giurisprudenziale amministrativo (cfr., fra le molte, C.d.S., Sez. V, 22 maggio 2007, n. 929), riguardo le modalità di accesso alle informazioni e alla documentazione richieste dai consiglieri comunali ex art 43 TUEL, il diritto di accesso agli atti di un consigliere comunale - nell'esercizio del proprio munus publicum - non può subire compressioni di alcun genere, tali da ostacolare l'esercizio del suo mandato istituzionale, con l'unico limite di poter esaudire la richiesta (qualora essa sia di una certa gravosità) secondo i tempi necessari per non determinare interruzione alle altre attività di tipo corrente”.

Parere
18 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Le commissioni consiliari previste dall'articolo 38, comma 6 del decreto legislativo n. 267/00, una volta istituite sulla base di una facoltativa previsione statutaria, sono disciplinate dal regolamento comunale con l'unico limite, posto dal legislatore, riguardante il rispetto del criterio proporzionale nella composizione. Ciò significa che le forze politiche presenti in consiglio debbano essere il più possibile rispecchiate anche nelle commissioni, in modo che in ciascuna di esse sia riprodotto il loro peso numerico e di voto. Quanto al rispetto del criterio proporzionale previsto dal citato articolo 38, comma 6, il legislatore non precisa come lo stesso debba essere declinato in concreto. Il regolamento, a cui sono demandate la determinazione dei poteri delle commissioni, nonché la disciplina dell'organizzazione e delle forme di pubblicità dei lavori, dovrebbe stabilire anche i meccanismi idonei a garantirne il rispetto.

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18 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Art. 39, comma, 2 del decreto legislativo n. 267/00. Tale norma prevede che il presidente del consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, o il sindaco o il presidente della provincia, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste.
La formulazione letterale della norma lascia desumere che, nell'arco temporale di venti giorni, decorrenti dalla presentazione della richiesta, debbano svolgersi sia la convocazione che la materiale seduta consiliare finalizzata alla discussione degli argomenti proposti dal quinto dei consiglieri.

Parere
18 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Uso della fascia tricolore da parte di un consigliere comunale. Allorquando il sindaco sia assente o impedito temporaneamente ai sensi dell’art. 53, comma 2, del T.U.O.E.L., spetta solo al vice sindaco fregiarsi della fascia tricolore.

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18 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Diritto di accesso dei consiglieri al Piano esecutivo di gestione (PEG). Come osservato dal Plenum della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, del 16 marzo 2010, il “diritto di accesso” ed il “diritto di informazione” dei consiglieri comunali nei confronti della P.A. trovano la loro disciplina nell’art. 43 del decreto legislativo n. 267/00 che riconosce a questi il diritto di ottenere dagli uffici comunali, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Nel caso particolare, si rileva che l’articolo 169 del decreto legislativo n. 267/00 relativo al Piano esecutivo di gestione (PEG), al comma 3, prevede la facoltatività dell’adozione di tale strumento per i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. L’art. 227 del medesimo decreto legislativo disciplina il rendiconto di gestione disponendo al comma 3 una deroga per tale tipologia di comuni in ordine alla predisposizione del conto economico, dello stato patrimoniale e del bilancio consolidato per gli enti che si avvalgono della facoltà di non tenere la contabilità economico-patrimoniale prevista dall'art. 232. Non appare che le disposizioni in parola contengano limitazioni all’accesso nei riguardi dei consiglieri comunali i quali, oltre ad avere diritto di visionare ed eventualmente di estrarre copia di qualsiasi atto che sia in possesso del comune, hanno un diritto a visionare proprio gli specifici atti ai sensi dell’articolo 227 citato - che al comma 2, prevede testualmente che “la proposta è messa a disposizione dei componenti dell'organo consiliare prima dell'inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento di contabilità”.

Parere
18 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Gruppi consiliari. Come noto, l’esistenza dei gruppi consiliari non è espressamente prevista dalla legge e la relativa materia è regolata dalle norme statutarie e regolamentari dei singoli enti locali. Pertanto, la materia dei “gruppi consiliari” è interamente demandata alla competenza delle fonti di autonomia locale.

Parere
16 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

L’articolo 39, comma 2, citato stabilisce che il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri o il sindaco, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste. Il successivo art. 43 che enuncia i “diritti dei consiglieri”, al comma 1, ribadisce, tra l’altro, che i consiglieri hanno il diritto di chiedere la convocazione del consiglio secondo le modalità dettate dal richiamato art. 39, comma 2. E’ da ritenere che nell’arco temporale di venti giorni, decorrenti dalla presentazione della richiesta, debbano svolgersi tanto la convocazione che la materiale seduta consiliare finalizzata alla discussione degli argomenti proposti dal quinto dei consiglieri.

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16 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

L'esistenza dei gruppi consiliari non è espressamente prevista dalla legge, ma si desume implicitamente da quelle disposizioni normative che contemplano diritti e prerogative in capo ai gruppi o ai capigruppo (art. 38, comma 3, art. 39, comma 4 e art. 125 del decreto legislativo n. 267/00).

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16 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Normativa in tema di parità di genere nelle giunte comunali. Legge 54/2014. Il disposto recato dal comma 137 della legge n. 56/2014 costituisce il paradigma di riferimento per la composizione delle giunte degli enti locali, come il Comune in oggetto, aventi popolazione superiore ai 3.000 abitanti. Pertanto, la deroga al principio della parità di genere declinato dalla normativa in discorso esporrebbe l’esecutivo comunale al rischio di annullamento in caso di eventuale impugnativa.

Parere
16 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Richiesta di convocazione del consiglio comunale da parte di un quinto dei consiglieri. Qualora l’oggetto della richiesta verta sull’esame del regolamento per l’affidamento di incarichi ad esterni, si osserva che l’art. 48, comma 3 del d. lgs. n. 267/2000 assegna alla giunta la competenza all’adozione dei regolamenti degli uffici e dei servizi, “nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio”. Si ritiene corretto il diniego di convocazione del consiglio per l’esame della proposta di regolamento per gli incarichi di collaborazione esterna, in quanto la materia è demandata alla competenza della giunta.

Parere
11 Maggio 2017
Territorio e autonomie locali

Sospensione Sindaco ex art. 11 del decreto legislativo n. 235 del 31.12.2012. Il Consiglio di Stato, con parere n. 94/96 del 21/2/1996, ha ritenuto che nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, in cui vige la regola della incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere, il vicesindaco non può far parte del consiglio, con diritto di voto. Con riferimento alla possibilità di sostituire il sindaco sospeso con il primo dei non eletti della lista a lui collegata, si fa presente che la disposizione di cui all’art. 45, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00, che prevede la sostituzione temporanea del consigliere sospeso, non può essere applicata analogicamente al caso prospettato relativo alla sospensione del sindaco dell’ente.

Parere
6 Aprile 2017
Territorio e autonomie locali

Obbligo di convocazione del Consiglio comunale ai sensi dell’art. 39, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00. La norma prescrive che il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri o il sindaco, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste. La disposizione configura un obbligo del Presidente del consiglio comunale di procedere alla convocazione dell’organo assembleare senza alcun riferimento alla necessaria adozione di determinazioni, da parte del consiglio stesso.

Parere
6 Aprile 2017
Territorio e autonomie locali

In materia di accesso agli atti, ai sensi dell’articolo 43 del d. lgs. 267/2000 da parte dei consiglieri comunali, si osserva che l’art. 1, comma 166 e seguenti della legge 23.12.2005, n. 266 e l’art. 148 bis del d. lgs. 18.08.2000, n. 267 non disciplinano i procedimenti di natura giudiziale (rispetto ai quali la Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, con talune pronunce – v. plenum del 25.01.2005 – ha optato per il rinvio dell’accesso alla conclusione delle controversie), ma affidano, invece, alla Corte dei Conti il controllo sui bilanci e sui rendiconti degli enti locali, al fine della verifica del rispetto del patto di stabilità interno, dell'osservanza dei vincoli in materia di indebitamento e di ogni grave irregolarità contabile e finanziaria.
La conoscenza degli atti in parola non viola dunque alcun segreto, fermo restando, in tale ipotetico caso, che il consigliere, il quale ha comunque diritto di ottenere l’accesso ai dati relativi ai controlli sull'organizzazione e sull'attività dell'amministrazione è assoggettato al vincolo della riservatezza.

Parere
6 Aprile 2017
Territorio e autonomie locali

Mancato adeguamento della disciplina in tema di commissioni speciali, dettata dal regolamento sul funzionamento del consiglio comunale alla normativa statale concernente la riduzione del numero dei componenti del consiglio.
Ai sensi dell’art. 1, comma 3, del dlgs n. 267/00, l’entrata in vigore di leggi recanti principi inderogabili abroga le norme statutarie incompatibili e comporta l’obbligo per gli enti locali di adeguare i propri statuti entro 120 giorni dalla entrata in vigore delle suddette leggi. Non rinvenendosi puntuali incompatibilità tra la disciplina prevista dall’ente locale e la normativa statale sopravvenuta, né ravvisando obblighi specifici di adeguamento imposti dalla legge, la scelta in ordine all’eventuale riduzione del numero di consiglieri previsto dal regolamento al fine di poter richiedere la costituzione di una commissione di indagine non può che essere demandata alla autonoma valutazione dell’ente locale.

Parere
6 Aprile 2017
Territorio e autonomie locali

Regolamento sul funzionamento del consiglio. La norma regolamentare che affida al Presidente la facoltà di informare il consiglio, in apertura di seduta, in merito a questioni che interessano l’operato del Sindaco o della Giunta lasciando ai singoli gruppi solo il diritto di replica, senza possibilità, per i consiglieri, di introdurre questioni nuove non appare limitativa dei diritti dei consiglieri.
Qualora emergano aspetti ritenuti di interesse, i singoli consiglieri, possono sempre utilizzare gli strumenti offerti dall’ordinamento, stimolando una eventuale deliberazione (in presenza dei relativi presupposti di competenza), con la richiesta di inserimento della questione in un successivo ordine del giorno, secondo le normali procedure regolamentari, oppure presentare mozioni o interrogazioni.

Parere
4 Aprile 2017
Territorio e autonomie locali

l'esistenza dei gruppi consiliari non è espressamente prevista dalla legge, ma si desume implicitamente da quelle disposizioni normative che contemplano diritti e prerogative in capo ai gruppi o ai capigruppo (art. 38, comma 3, art. 39, comma 4 e art. 125 del decreto legislativo n. 267/00). La materia, pertanto, deve essere regolata da apposite norme statutarie e regolamentari, adottate dai singoli enti locali nell'ambito dell'autonomia organizzativa dei consigli, riconosciuta dall'art. 38 del citato T.U.O.E.L..
il gruppo misto è un gruppo consiliare a carattere residuale, nel quale confluiscono i consiglieri, anche di diverso orientamento, che non si riconoscono negli altri gruppi costituiti, o che non possono costituire un proprio gruppo per mancanza delle condizioni previste dallo statuto e dal regolamento e la cui costituzione non può essere subordinata alla presenza di un numero minimo di componenti.
Per la formazione delle Commissioni occorre rispettare il criterio di proporzionalità di rappresentanza della minoranza il quale non può prescindere dalla presenza in ciascuna Commissione permanente di almeno un rappresentante di ciascun gruppo consiliare, ammettendosi, anche il voto ponderato (v. anche T.A.R. Lombardia Sez. II, 19.11.1996, n. 1661). Richiamato, pertanto, il diritto di partecipazione all’attività del consiglio comunale da parte di tutti i componenti del gruppo misto, stabilire se i consiglieri che hanno costituito il gruppo misto siano espressione della maggioranza o della minoranza è indagine di fatto, la cui conclusione è da assumere con le cautele del caso.

Parere
4 Aprile 2017
Territorio e autonomie locali

Organo competente a deliberare la rinuncia ad un diritto reale di godimento su un immobile di proprietà di un soggetto privato. Ai sensi dell’ art. 42 del dlgs n. 267/00 è attribuita al consiglio la competenza in materia di “acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, e di alcuni tipi di appalti o di concessioni”. Il consiglio non si limita genericamente a prevedere operazioni di natura immobiliare, ma deve esprimere con chiarezza l’intenzione di alienare o concedere beni determinati, ponderando con cura sia la scelta di un determinato strumento giuridico rispetto ad altri possibili, gli interessi pubblici che stanno alla base dell’operazione, i costi, i benefici ed ogni altro elemento istruttorio riferito ad un particolare bene.

Parere
4 Aprile 2017
Territorio e autonomie locali

Contrasto tra statuto e regolamento. Nel sistema delle fonti di autonomia locale, il regolamento è collocato in posizione subordinata rispetto allo statuto. (cfr. sentenza T.A.R. Lombardia, Brescia, n. 2625 del 28 dicembre 2009, T.A.R. Lazio, n. 497 del 2011).